La Leggenda della Grande Scomposizione
30 maggio 2023
La Terra è divisa in tante piccole isole fluttuanti, ciascuna col proprio bioma: qualcuna ospita deserti e savane; su altre soffiano venti gelidi che coprono di neve le conifere. Animali mai visti prima abitano queste isole. Mandrie di conigli robusti come bisonti pascolano su immense praterie ornate da qualche boschetto spruzzato qua e là, e squarciate da squadrati campi arati e da un cubettoso agglomerato urbano, con persone che cavalcano grossi animali bipedi corazzati. La nostra vicenda narra di una coppia di fuorilegge, un uomo e una donna con un bimbo in grembo, che si “guadagnano” da vivere disegnando le banconote con cui comprano cibo e proiettili.

Un giorno, un enorme fulmine fa tremare tutte le isole del mondo e un uomo misterioso fa la sua comparsa dinnanzi ai nostri protagonisti, porgendo loro delle armi speciali per difendersi dai mostri che sarebbero apparsi a momenti e avvisandoli che la magia era stata riattivata.
Da quel momento, tutte le sofferenze cominciano a prender forma, tramutandosi in creature orrende assetate del sangue di coloro che le hanno provocate. Le armi umane non hanno effetto su di loro. La città cade nel panico, i disboscatori vengono schiacciati da mostruosi alberi giganti, il massacro dei popoli selvaggi in nome della civiltà si interrompe.
Con l’aiuto dell’uomo misterioso e le sue armi magiche, la coppia di banditi riesce a fuggir via dalla città. I boschi, gli animali e le tribù di umani selvatici non sembrano aver subito ingenti danni dal cataclisma. Oltre ai mostri infatti, altri esseri mistici hanno invece preso forma dall’armonia, per difendere coloro che l’hanno provocata.
I nostri 3 sopravvissuti vengono ospitati in un villaggio di selvaggi e l’anziano saggio del posto racconta loro una leggenda:
“Molti secoli fa, il mondo era unito in un unico grande globo. C’erano città sconfinate, con palazzi che toccavano il cielo e poche foreste erano rimaste vergini, bruciate e soppiantate da campi agricoli e suolo impoverito. La maggior parte delle persone vivevano nello loro stessa spazzatura, ed erano colpite da guerre, miseria e malattie. Soltanto il Dominatore fu in grado di spezzare la maledizione che gravava sul mondo, ma lo fece spezzando letteralmente il mondo in più parti e facendo quasi estinguere gli umani. La Natura ebbe tempo di riprendersi e il mio popolo discende dai pochi sopravvissuti all’apocalisse.”

Stando alla leggenda, il Dominatore, colui che domina tutti i mostri, sembra essere un demone gigante infinitamente potente scaturito dall’estrema sofferenza dell’umanità prima della “Grande Scomposizione”.
Il villaggio, così come il mondo conosciuto, non è un posto sicuro in cui far crescere il pargoletto che sta per nascere: i mostri continuano a svilupparsi e gli spiriti difensori sono sempre meno.
Per questo motivo, l’ingegnoso bandito inventa e costruisce un carro fluttuante, utilizzando lo stesso minerale delle armi magiche, trainato da grossi animali volanti, e parte insieme alla sua amata e all’uomo misterioso in un viaggio alla ricerca della presunta fonte di tutti i mostri, il Dominatore, e di un modo per eliminarlo.
E così passano alcuni mesi. Le civiltà nel mondo vengono inesorabilmente annientate dai mostri, sia quelle culturalmente vicine a quella conosciuta, sia quelle distanti. Si salvano soltanto i popoli selvaggi più isolati e un altro strano popolo: in quest’ultimo le persone vivono come in un formicaio, costruendo insediamenti nel sottosuolo e sulla superficie. All’interno di questi “umanai”, grandi come montagne, ci sono magazzini, le residenze degli abitanti, ospedali, luoghi di festa e al centro la parte più importante, con donne incinte e bambini. Il loro modo di vivere è in grado di sostentare una popolazione di decine di migliaia di individui, pur mantenendo una meravigliosa armonia con l’ambiente circostante. In questa comunità c’è un grande rispetto per ciascun individuo, perché fondamentale per la comunità stessa. Ciascuno ripone la completa fiducia nell’altro.
È il luogo perfetto in cui far nascere il bimbo già scalciante che la coppia di fuorilegge sta aspettando.
Le informazioni raccolte durante il viaggio, li ha portati a scoprire che il Dominatore dovrebbe risiedere in un castello nel nucleo attorno a cui girano tutte le isole del mondo ed è lì che sono diretti il bandito e l’uomo misterioso.
Superano coltri di nebbia bollente e raggiungono finalmente il centro del mondo.
Il castello è stranamente calmo e piccolo, tre o quattro volte il carro volante.
Appena atterrati, il bandito ispeziona velocemente il luogo. Sembra vuoto, ma poi l’uomo misterioso parla: “Sono io quello che voi chiamate il Dominatore.” annuncia. Il bandito resta completamente paralizzato, impossibilitato a muoversi. “nessun essere vivente può sconfiggermi, poiché sono fatto della stessa materia di cui sono fatte le vostre azioni. L’unica cosa che potete fare è modificare le vostre azioni nel presente, evitando i comportamenti che vi danneggiano e favorendo quelli che vi fanno star bene. Ora va, tuo figlio sta nascendo.”
Il bandito riapre gli occhi e si ritrova dalla sua amata che sta partorendo ed in quello stesso momento un altro fulmine colpisce il mondo, ricomponendolo e facendolo tornare una sfera compatta.
Il bambino nasce in un mondo nuovo, le civiltà si sono autodistrutte, ma alcune persone si sono evolute, la cultura dell’umanaio si sta diffondendo sempre di più, purificando l’umanità dalla sofferenza.

(Spiegazione)
La cultura tribale dei popoli selvaggi è in armonia con l’ambiente, ma non è adeguata a una comunità troppo grande.
La cultura della civiltà può sostentare una popolazione numerosa, ma non è in armonia né con l’ambiente e né con le persone.
La cultura eusociale dell’umanaio invece, è in armonia con l’ambiente e può sostentare popolazioni molto numerose.



