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L’Albero della Vita: Da Dove Veniamo e Dove Stiamo Andando?

21 giugno, 2023

Esaminando la storia evolutiva degli esseri viventi si possono notare dei pattern che si ripetono. Osservando la nostra, di storia evolutiva, possiamo capire chi siamo e qual è la direzione che abbiamo preso.

"What smell does this article emit? To find out, read until the end." Hakim H da Boves

Evoluzione per tutti

Large tree against the light; the branching of the branches and the leaves are clearly visible.
Foto di Min An

Per comprendere l’evoluzione, immaginiamo gli esseri viventi come le foglie di un albero. All’inizio, l’albero era solo un germoglio, ma grazie alla sua tenacia ora si regge su un grande tronco da cui si diramano altri tronchi più piccoli, che a loro volta si diramano in tanti rami sempre più piccoli, fino ad arrivare alle foglie.

Le foglie fresche sono come gli esseri viventi oggi presenti, le foglie cadute sono come quelli estinti. Tronchi e rami rappresentano il percorso evolutivo di ogni essere vivente. Un tempo, le foglie cadute erano attaccate all’albero, ma i rami erano più corti.

Dove siamo più che altro?

Noi esseri umani ci troviamo nel tronco dei “primati” (scimmie). Un tronco con parecchie diramazioni. Il nostro ramo si trova nella diramazione degli “ominidi“, dove si trovano anche, dal più lontano al più vicino, gli oranghi, i gorilla, gli scimpanzé e i bonobo.

I resti umani più antichi mai trovati hanno circa 300 mila anni. Per circa 290 mila anni abbiamo tutti vissuto in piccoli gruppi famigliari, cacciando e raccogliendo ciò che la Natura ci offriva. Poi, circa 10 mila anni fa, sono nate le prime civiltà. Le persone hanno cominciato a vivere in gruppi molto più numerosi, collaborando e dividendosi i compiti. Hanno inventato l’agricoltura e l’allevamento e così hanno cominciato a espandere le proprie società a dismisura.

A sad chimpanzee in a zoo, sitting and waiting. "My cousin in jail." meme eusocial mentality hakim da boves
(fa ridere perché è vero)

Ma sapete qual è la società più popolosa ad oggi conosciuta?
La supercolonia sud-europea della formica argentina (Linepithema humile), composta da miliardi di miliardi di individui, che collaborano tutti tra di loro.

E non siamo realmente gli inventori di agricoltura e allevamento, a dir la verità. Molti insetti eusociali allevano altri piccoli insetti e coltivano funghi o piante da prima che il tronco dei primati esistesse.

Convergenza evolutiva

In un albero, ogni foglia è leggermente diversa, ma tutte si generano seguendo le stesse “istruzioni”, lo stesso pattern. Una cosa del genere avviene anche all’albero degli esseri viventi.

Ora, nel caso degli esseri viventi l’albero è molto più grande e le “foglie” sono molto più numerose, così come le diramazioni, ma spesso succede che due o più specie (rami) presentino caratteristiche e modi di vivere molto simili, pur non appartenendo alla stessa diramazione o allo stesso tronco.

hummingbird hawk-moth flying over a flower.
Questo colibrì sembra una falena (o viceversa?)

Prendiamo ad esempio i cetacei che sembrano dei pesci; o le ali e la capacità di volare, che si sono sviluppate dapprima nel tronco degli insetti e dopo circa 120 milioni di anni anche nei vertebrati, nel ramo caduto degli pterosauri, poi negli uccelli e infine nei pipistrelli. Questo fenomeno viene chiamato “convergenza evolutiva“.

L’eusocialità

L’eusocialità (dal greco eu, “buono”, e “socialità”) é il livello più alto di organizzazione sociale che si realizza per alcune specie animali.

L’eusocialità sembra essersi sviluppata per la prima volta circa 120 milioni di anni fa nel tronco delle termiti, e subito dopo nelle ramificazioni delle formiche, delle api e delle vespe.

Come noi umani moderni, gli animali eusociali vivono in società composte talvolta da decine o centinaia di milioni di individui, costruiscono insediamenti giganteschi, con infrastrutture complesse e sono in grado di modificare significativamente l’ambiente in cui vivono. Soltanto che, a differenza nostra, loro lo modificano in meglio (pensa anche solo alle api).

Nelle colonie eusociali non ci sono capi, la “regina” produce uova, non dà ordini. Ogni individuo è autorganizzato, fa quello che gli riesce meglio, secondo un ordine di priorità stabilito comunicando con gli altri membri della colonia.

A crowd of thousands of people in a square seen from above
Queste formiche sembrano umani (o viceversa?)

Noi umani abbiamo molte cose in comune con gli insetti eusociali, ma la nostra eusocialità sta appena germogliando. Ancora oggi, conserviamo una mentalità da branco, da tribù, con gerarchie di dominanza in cui i subordinati seguono gli ordini del capobranco e lasciano a quest’ultimo tutti i privilegi. In Natura, c’é solo un tipo di organizzazione sociale che può funzionare per così tanti individui: l’eusocialità.

"SMELL REVEALED: The air fills with the aromatic freshness of trees, with fleeting whispers of resin and moss..."

Va bene, ma quindi?

A giudicare dalle osservazioni raccolte in questo articolo, sembra che tutta la nostra storia ci abbia portati qui per compiere questo passo evolutivo: trasformare la nostra società, da tribale a eusociale.

Attualmente siamo lì nel mezzo; non è possibile mantenere una mentalità da branco in società così popolose e (spoiler) è proprio per questo che molte persone s’impegnano ad eliminare altre persone!


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